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Riparare un hard disk con elettronica rotta

 

Quando si rompe un hard disk è sempre una tragedia, sia che siate maniaci del backup sia che non sappiate nemmeno cosa significhi il termine. A meno che non avete un sistema RAID 1 le copie di backup potrebbero non essere aggiornate e dunque perfettamente allineate ai contenuti attuali. Se poi non avete mai effettuato un backup dei vostri dati allora il problema è davvero serio. E non conta se "i dati" sono foto e video di famiglia piuttosto che documenti riservati o contabili di importanza assoluta. Non in tutti casi però, c´è da strapparsi i capelli. Certo, esistono delle società di recupero software che potrebbero riuscire a salvare anche fino all´ultimo bit contenuto nel disco rotto ma i costi di una simile operazione sono davvero molto elevati e non sempre affrontabili. Ma allora come riuscire a riportare in vita con una modica spesa il proprio disco? Prima di rispondere vogliamo mostrarvi come funziona, a grandi linee, un hard disk tradizionale. Un Hard Disk è composto da due moduli fondamentali, uno meccanico ed uno elettronico. Il primo comprende un certo numero di dischi, meglio noti come piatti (solitamente da 1 a 4), realizzati con materiale ceramico non magnetico. Su di essi è depositato uno strato ferromagnetico il quale può essere magnetizzato: sarà proprio questo strato a contenere le informazioni che registreremo sul disco. La lettura e la scrittura delle informazioni avviene per mezzo di testine di read e write che si muovono lungo tutta la superficie dei piatti. Il controllo di tutte le

operazioni avviene grazie ad una scheda elettronica fissata nella parte esterna dell´hard disk. Questo modulo fa si che i piatti ruotino ad una velocità costante, che le testine si spostino nella posizione desiderata e che i dati siano scritti e letti dai piatti ad una memoria tampone anche questa posizionata sulla scheda elettronica. Da tale memoria poi essi saranno trasferiti alla memoria centrale del PC secondo le indicazioni della CPU. A questo punto non è difficile capire che i guasti di un hard disk possono riguardare l´elettronica oppure la parte meccanica. Nel primo caso, è alquanto semplice ripararlo. Basta avere un disco uguale e sostituire l´elettronica di quello funzionante a quella del disco non funzionante. Banale? Si, ma ci sono  

delle variabili da tenere in considerazione:

  1. Capire se il guasto è realmente dovuto all´elettronica e non alla parte meccanica;
  2. La parte elettronica deve essere smontabile;
  3. Dovete avere a disposizione un disco esattamente identico o almeno poterlo acquistare.

Per cercare di capire dove si trova il guasto è bene partire dall´inizio. Dopo quale evento vi siete accorti che il vostro disco era rotto? Dopo un forte temporale con fulmini? Dopo aver staccato e riattaccato la corrente o dopo aver cambiato alimentatore? O ancora dopo aver aggiunto un nuovo componente che assorbe molto nel PC come una scheda grafica di ultima generazione? Tutti questi casi costituiscono un primo indizio in favore della rottura localizzata della parte elettronica. Un altro indizio lo potreste ricavare dall´osservazione del modulo elettronico. Per farlo dovrete smontare l´hard disk dal case ed osservarlo nella sua parte sottostante: se notate un qualunque segno di bruciatura sul PCB dove si trovano i vari componenti elettronici allora avrete la certezza quasi assoluta che la scheda è da sostituire. Se non rilevate nulla di strano nell´elettronica allora dovrete effettuare una ulteriore prova. Ricollegate il disco all´alimentatore ma non mettete il cavo dei dati (SATA o Parallel ATA che sia). Avviate il computer e state attenti ad ascoltare eventuali rumori o vibrazioni prodotte dal disco. Se tutto vi sembra assolutamente fermo avrete un ulteriore indizio in favore del fatto che la rottura possa essere nel modulo elettronico. Se invece sentite il disco ruotare ma al suo interno si producono degli strani rumori, con tutta probabilità è la parte meccanica ad aver ceduto. Se siete giunti alla conclusione che il problema possa essere nella scheda elettronica, allora dovrete staccare completamente il disco dal PC, e guardare la parte inferiore. Generalmente sono presenti delle viti di tipo Torx a tenere ferma la scheda. Procuratevi dunque gli attrezzi necessari a smontarla.

 

 

Prima di tutto però, dovrete procurarvi un hard disk uguale. E quando dico uguale intendo uguale. Nelle nostre prove abbiamo tentato di avviare un Maxtor DiamondMax 9 da 80GB utilizzando l´elettronica di un modello da 60GB ma senza ottenere risultati. L´elettronica non forniva le correnti adeguate a far girare il motore dei piatti. In questo caso il problema si fa molto serio se il vostro disco è vecchio in quanto potrebbe essere difficile reperirlo. Se non riuscite a trovarlo nuovo recatevi presso una di quelle fiere dell´elettronica se ne avete la possibilità oppure fate una ricerca su eBay o in generale su Internet e... buona fortuna!

Supponendo che siate riusciti a trovare il fratello gemello del vostro hard disk rotto, svitate tutte le viti e sollevate con cautela la scheda elettronica. Non dovrebbero essere presenti particolari connessioni elettriche in quanto i segnali viaggiano dalla scheda al motore dei piatti e delle testine attraverso dei contatti in rame. Se così non fosse scollegate tutti i connettori cercando di non forzarli: spesso questi hanno un incastro che deve essere gestito prima di rimuoverli. Fate lo stesso lavoro anche sull´hard disk funzionante e poi collegate ed avvitate la scheda elettronica funzionante sull´hard disk rotto. Prima di ricollegarlo al sistema verificate che sia tutto a posto e che gli eventuali connettori siano stati ben collegati. Avviate il sistema e siate pronti ad esultare!

 

 

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